Mi chiamo Gianni, e ho sempre avuto la passione per videogiochi.
Sono cresciuto in mezzo alle cartucce, alle memory card, ai libretti di istruzioni letti mille volte,
alle immagini tremolanti delle televisioni a tubo catodico.

Erano anni in cui i trucchi li scoprivi a scuola o a casa di amici. Bastava una frase detta per caso per far partire ore di tentativi, solo per capire se c’era davvero qualcosa nascosto dietro a quel muro, dentro quel livello.
E a volte non lo scoprivi mai. Restava lì, come un mistero sospeso.

Quello che mi ha sempre colpito dei videogiochi non è solo il piacere di giocarli – che resta, ovviamente, forte e radicato – ma ancora di più la voglia di esplorarli, di andare a fondo.
Mi affascina tutto ciò che sfugge alle regole: i bug inspiegabili, i livelli tagliati, le leggende nate da un errore.
Quelle stranezze nascoste che sembrano quasi messaggi lasciati nel codice, indizi di qualcosa che doveva esserci…
O che è rimasto lì per caso.

Curiogiochi nasce da quella stessa curiosità.
Dalla voglia di raccogliere e raccontare le storie nascoste nei videogiochi:
glitch assurdi, contenuti rimossi e misteri digitali che per anni hanno acceso forum, riviste e discussioni tra amici.

Quella sensazione che arriva quando scopri qualcosa che non ricordavi, o che forse non avevi mai notato.
Quando torni in un vecchio gioco e ti accorgi che c’è ancora qualcosa lì dentro, qualcosa da scoprire, qualcosa che resiste al tempo.

Se sei arrivato fin qui, forse anche tu senti la stessa cosa:
c’è ancora qualcosa da vedere, in fondo a quel livello.

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